La misteriosa chiesa di San Pietro ad Ala – Di Paolo Farinati

Un viaggio nel passato della nostra storia guidato dalla professoressa Annalisa Costanzi, membro della Associazione Culturale Vellutai della Città di Ala

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Domenica 18 ottobre, una piacevole giornata di metà autunno, cielo leggermente velato, sole tiepido che ci invoglia a fare una interessante gita fuori porta, precisamente nella vicina bella Ala, capoluogo della Bassa Vallagarina, in amichevole gioiosa compagnia.
La nostra meta è la misteriosa antica chiesa di San Pietro, aperta a cura del Servizio Cultura del Comune di Ala.
Il ritrovo è verso le 10 in Piazza San Giovanni, circondata da eleganti palazzi del Settecento, tra cui il Municipio, che ci narrano solo a vederli della laboriosità, della ricchezza e del benessere in quel secolo qui creati e mostrati dai capaci alensi.
 
 
 
Siamo con noi la prof.ssa Annalisa Costanzi, membro della meritoria Associazione Culturale Vellutai della Città di Ala, che con grande diligenza e passione si dedicano da vari anni nel totale volontariato a diffondere la storia e a far aprire e visitare i palazzi della loro città.
Ci incamminiamo nella parte più antica e affascinante, tra borghi che trasudano di arte e tradizioni antiche.
Calpestiamo per più di un chilometro verso sud i ciottoli della via Claudia Augusta, qui camminarono e galopparono eserciti romani, germanici, mitteleuropei, quelli francesi di Napoleone I fino a quelli che si affrontarono nella Grande Guerra.
 

 
Attraversiamo vigneti pregiati calcando l’erba umida fino ad intravedere l’alto campanile in cotto con su ogni lato bifore luminose che ci parlano in veneziano della chiesa di San Pietro.
l luogo è di forte suggestione, due alti pini argentati ne proteggono la lunga storia e le molte narrazioni e le molte leggende.
Il racconto della nostra guida ci porta in epoca romana e poi longobarda.

 

Certamente qui vi fu un sito militare sin dai primi secoli dopo la nascita di Cristo. I Romani, infatti, per giungere sino alle terre del nord Europa percorsero pure l’asta dell’Adige, allora un verro e proprio acquitrino, e necessitavano di cambiare i cavalli e di trovare un po’ di ristoro.
È facile pensare che dove ora ammiriamo la chiesa di San Pietro sorgesse proprio un sito che rispondeva a queste esigenze.
È stato forse qui che qualche secolo dopo s’incontrarono Teodolinda, figlia di Garibaldo Duca di Baviera, e il Re dei Longobardi Autari, che poi nel 589 si sposarono in quel di Verona.


 
Storia e leggenda s’incrociano mirabilmente, accrescendo la nostra fantasia. C’è chi sostiene che il loro matrimonio fu celebrato proprio qui, lasciando sul posto anche un tesoro, peraltro mai trovato, se non miseramente costituito da qualche reliquia.
Ma fu grazie alla ricca e potente famiglia dei Castelbarco, che dominò per parecchi secoli sulla Vallagarina ed ebbe come alleati i Della Scala di Verona, che nel XIII secolo fu eretta la prima parte della chiesa.
Sono di quel tempo i preziosi affreschi ancora visibili sulle pareti, sia esterne che soprattutto interne.
Capolavori salvati da una paziente opera di restauro di pochi decenni fa e che ci narrano della vita di San Pietro fino al suo martirio avvenuto a Roma.
 

 
Ammirando le pietre e i vari strati del pavimento si ha straordinaria conferma di essere in un luogo che ci narra di molte storiche vicende e di millenari incontri tra genti delle più diverse etnie e credenze.
Sovrasta il tutto l’alto campanile, oggi non visitabile, che certamente meriterebbe un accurato restauro, se non altro per apprezzare le abilità delle maestranze certamente venete e per ammirare da lassù le campagne e i monti che lo circondano.
La visita è pregna di notizie, non si vorrebbe quasi abbandonare questo luogo.



Un piccolo ma parimenti inestimabile patrimonio di storia, di arte e di cultura, che è sopravvissuto nei secoli a mille vicende, felici ma pure tragiche, con la fede, la tenacia e la perseveranza proprie di San Pietro.
Grande merito, lo ripetiamo molto volentieri, va riconosciuto all’Associazione Culturale Vellutai della Città di Ala, per come ha voluto e saputo custodire questo tesoro della storia trentina e narrarne con passione le secolari esclusive vicende.

fonte: https://www.ladigetto.it/Arte+e+Cultura/103906-la-misteriosa-chiesa-di-san-pietro-ad-ala-%E2%80%93-di-paolo-farinati.html